Fistole terapia chirurgica

Fistole terapia chirurgica

Come conseguenza delle suppurazioni che hanno origine dalle ghiandole del canale anale possono formarsi ascessi e fistole anali che richiedono spesso una terapia chirurgica per risolvere la problematica, nello specifico la fistulotomia rappresenta l’opzione più frequente. La fistola anale è possibile distinguere un orifizio interno localizzato dentro una cripta anale, un tramite fistoloso, che può essere semplice o complesso ed almeno un orifizio esterno che si apre nella cute perianale. Il soggetto colpito da questa problematica viene colpito da contine perdite di lieve entità di secreto purulento o fecaloide che rende umida la regione anale determinando a sua volta la sensazione di prurito e lo sviluppo di dermatiti. Di solito un corretto piano terapeutico prevede un trattamento chirurgico, e tra gli interventi chirurgici delle fistole anali se ne distinguono tre. In caso di fistole non complesse il principale tipo di intervento è rappresentato dalla fistulotomia che consiste nella messa a piatto dei tutto il tragitto fistoloso.  Invece si esegue la fistulectomia in caso di fistole più difficili da trattare, questo intervento consiste nella dissezione di tutto il tragitto fistoloso comprendendo alcuni millimetri di tessuto sano circostante, per favorire la guarigione la ferita chirurgica viene lasciata aperta.  Altre notizie su http://www.colonproctologia.net/patologie-2/ascessi-e-fistole-anali/.

Possibili interventi

fistole

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La fistulectomia in due tempi costituisce il trattamento a cui fare appello in caso di fistole transfinteriche, ossia che attraversano il muscolo sfintere esterno, oppure in caso di fistole soprasfinteriche e complesse; nel corso del primo tempo si esegue la dissezione retrograda della fistola dall’orifizio esterno fino al piano muscolare con abbassamento del tragitto della fistola ed il posizionamento del setone che permette di ottenere una sezione dell’apparato sfinterico scongiurando possibili danni sfinteriali che potrebbero comprometterne il corretto funzionamento; il secondo tempo si esegue quando la sezione del piano muscolare ha raggiunto la fase di cicatrizzazione ricorrendo alla fistulotomia oppure alla fistulectomia. Un’altra opzione terapeutica per il trattamento delle fistole è rappresentata da un intervento che consiste nell’asportazione di tutto il tramite fistoloso, a cui segue la fase di riparazione della breccia sfinterica e copertura del canale anale della plastica muscolare tramite un lembo di mucosa e sottomucosa del retto sovrastante che viene abbassato per garantire una copertura della sede senza coinvolgere la muscolatura. Recentemente è stato introdotto l’uso dell’anal plug: una sorta di tappo che si ottiene dalla sottomucosa dell’intestino del maiale resa biocompatibile, per essere introdotta nel tramite fistoloso e favorire così la cicatrizzazione da parte dei tessuti del paziente.

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